Una piccola riflessione su un tema che, ahimè, ricorre nella mia quotidianità lavorativa. Il tema della violenza. Spesso, è un dato di fatto, è sulle donne. E’ un tema complesso, in cui si intrecciano storie di vita, vissuti personali, bisogni inconsapevoli (e quindi non modulati) dei due membri della coppia: bisogni e vuoti che così generano un vortice vizioso anziché virtuoso. Ogni storia di violenza è la storia di due persone che si incontrano in una specifica dinamica, dinamica che deve essere rotta ai primi segnali di violenza.

Quando si parla di femminicidio si fa quindi riferimento all’atto più grave, rivolto alle donne. Ma le forme di violenza sono svariate e, spesso, sottovalutate.

Mi permetto, qui, di farne un breve elenco, sperando possa essere uno spunto di riflessione per entrambi i sessi.

Violenza psicologica

Accompagna sempre quella fisica e spesso la precede, anche quando non degenera in questo tipo di maltrattamento.
Il messaggio che viene passato è che la vittima è priva di valore.

Si tratta di atteggiamenti che si insinuano gradualmente nella relazione e che non sono sempre facili da riconoscere come dannosi. Comprendono: attacchi verbali (derisione, insulto o svalorizzazione), isolamento sociale, limitazioni alla libertà personale, controllo e gestione anche della vita quotidiana, controllo e distruzione di oggetti della persona (vittima), tradimenti unilaterali ripetuti senza la volontà di riflettere sul loro senso e significato, menzogne, ricatti, minacce di morte dirette alla persona stessa, oppure alla sua famiglia e alla sua rete amicale.

Violenza economica

Si fa riferimento a ogni forma di privazione o controllo che limiti l’accesso all’indipendenza economica.
Un esempio su tutti: impedire la ricerca o il mantenimento del lavoro. In altri casi, gestirne completamente lo stipendio, non pagare l’assegno familiare, non dare informazioni riguardo al conto corrente, costringere la persona alla sottoscrizione di  e tenere la persona in una situazione di continua privazione economica.
Ne fa parte anche il ricatto economico: offrire denaro in cambio di ubbidienza a un qualcosa.

Violenza fisica

Si tratta di aggressioni che provocano danni fisici e fanno riferimento a comportamenti quali: spintonare, costringere nei movimenti, sovrastare fisicamente, rompere oggetti come forma di intimidazione, sputare contro, mordere, calciare, bruciare, soffocare, schiaffeggiare, bruciare con le sigarette, minacciare e/o usare armi da fuoco o da taglio, privare la persona di cure mediche o del sonno.

Violenza sessuale

Si riferisce a ogni forma di coinvolgimento nell’attività sessuale imposta (rapporti sessuali subiti, esposizione a materiale pornografico, imposizione di rapporti sessuali in presenza o con altre persone).
Nella maggior parte dei casi la violenza viene agita da persone conosciute: ex partner, amici, vicini di casa, colleghi.

Violenza assistita

Qualsiasi atto di violenza (fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica) compiuta su figure significative, che possono essere adulte o minori, a cui il minore/la minore assiste direttamente o percependone gli effetti.

Violenza familiare

Qualsiasi combinazione di violenza fisica, sessuale, psicologica ed economica agita all’interno della casa da persone con cui si convive.

Mobbing

Si riferisce alla persecuzione sistematica esercitata sul posto di lavoro da colleghi o superiori nei confronti di un individuo, consistente per lo più in piccoli atti quotidiani di emarginazione sociale, violenza o sabotaggio professionale, ma che può spingersi fino all’aggressione fisica.

Stalking

Lo Stalking è una serie di comportamenti reiterati tenuti da un individuo che affligge un’altra persona, perseguitandola ed ingenerandole stati di ansia e/o paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità.

IL CICLO DELLA VIOLENZA

La violenza nelle relazioni intime si manifesta in forma ciclica. Walker ha identificato tre fasi che descrivono il maltrattamento come strategia di controllo all’interno del ciclo della violenza:

1) Crescita della tensione: uno dei due partner è irritato e spesso, in questa fase, si assiste a forme sottili di violenza, psicologiche, che tendono a farsi, nel tempo, più frequenti o più intense, creando confusione perché si mescolano a momenti “d’amore” (che sono di facciata)

2) Esplosione della violenza: inaspettatamente si scatena la violenza fisica (anche qualche semplice spintone).

3) Falsa riappacificazione o luna di miele: è caratterizzata da pentimenti e promesse di cambiamento che, puntualmente, verranno disattese. All’inizio questa fase è lunga, ma nel tempo tende a farsi più breve. Spesso la vittima si attacca a questa fase per non accettare la sensazione di avere accanto una persona violenta.

COSA NON FARE

Credere che la persona maltrattante cambierà con il nostro aiuto.

“Perché non potrebbe cambiare grazie a me?”

A. Perché essendo coinvolti si rischia di essere manipolati (anche in volontariamente) senza accorgercene

B. Perché occorre un aiuto disinteressato e professionale

C. Perché una persona realmente motivata a cambiare SENTE che deve rivolgersi a un Professionista della Salute Mentale (Psicoterapeuta)

COSA FARE

Che si sia vittime o carnefici, è utile tenere un Diario in cui annotare i comportamenti violenti (tipo e frequenza). In questa fase la dinamica non è importante (lo sarà successivamente con il proprio Psicoterapeuta): se abbiamo avuto o abbiamo ricevuto un comportamento violento occorre mettere uno Stop.
Il Diario aiuta a prendere consapevolezza della frequenza e del tipo di comportamento violento messo in atto o subito. Ovviamente lo strumento del Diario implica estrema sincerità nella compilazione; per questo la cosa migliore è compilarlo durante un percorso psicoterapeutico.

Questa consapevolezza è utile alla vittima per uscire dalla dinamica.

È utile al carnefice se sostiene che quel comportamento “è più forte di lui”: se ha l’umiltà di riconoscere di avere un problema di fronte a uno Psicoterapeuta, potrà forse anche risolverlo con un percorso individuale o di gruppo.

Per risolverlo occorre infatti un percorso di Psicoterapia. 

NUMERI UTILI

1522 LINEA AIUTO VIOLENZA E STALKING

Il 1522 è un servizio pubblico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità. Il numero, gratuito, è attivo 24 h su 24; accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking, anche solo per avere un consiglio. Il numero è gratuito anche dai cellulari.

Dove l’amore impera, non c’è desiderio di potere, e dove il potere predomina, manca l’amore. L’uno è l’ombra dell’altro (Carl Gustav Jung)

 

Dott.ssa Elena Lensi

Psicologa, Psicoterapeuta, Specialista in Psicologia Clinica
Esperta in Tecniche di Ipnosi Clinica
(OPT n. 4239)