Di cosa mi occupo

 

 

Mi occupo di tutto ciò che riguarda la sfera emotiva e relazionale dell’adulto, del bambino, dell’adolescente, della coppia e della coppia genitoriale/affidataria/adottiva. Questo sia nel caso di sintomi conclamati (es. ansia, panico, depressione, ossessioni, compulsioni, disturbi della condotta alimentare, disturbi dell’apprendimento, disfunzioni sessuali, dipendenze da sostanze e dipendenze affettive, ecc.), sia nell’ambito di malesseri passeggeri o delle cosiddette ‘crisi esistenziali’ individuali o familiari. Mi occupo inoltre di Psicosomatica e del versante emotivo di sintomatologie che si manifestano a livello fisico. Gli aspetti emotivi e relazionali interessano anche le realtà lavorative, con conseguenze nell’area della soddisfazione, della produttività e del benessere di squadra. Per questo un altro ambito di intervento riguarda proprio la supervisione e il monitoraggio dei gruppi di lavoro in aziende private, realtà del terzo settore, scuole. In queste stesse realtà mi occupo anche di Corsi di Formazione su tematiche psicologiche d’interesse.

Adulti

Destinatari: adulti che desiderano avere un consulto o intraprendere un percorso individuale.

Problematiche trattate: sintomatologie cliniche legate a sintomi d’ansia, depressione, attacchi di panico, problemi alimentari, ecc. Impulsività, senso di vuoto, difficoltà relazionali in ambito affettivo, amicale o lavorativo. Crisi esistenziali e, in generale, tutto ciò che crea un senso di scomodità interiore per cui la persona avverte la necessità di avviare un cambiamento dentro di sé.

CONSULENZE E CONSULTI

La consulenza rappresenta la fase iniziale dell’intervento. Ha come scopo quello di inquadrare la problematica presentata utilizzando una chiave di lettura diversa, nuova, che individua il senso e il significato di comportamenti, pensieri, emozioni apparentemente incomprensibili o comunque non accettabili. Si tratta di una ‘fotografia’ delle dinamiche psicologiche individuali, alla quale può seguire o meno un percorso di intervento.

Nel caso di adulti la consulenza si articola in un incontro. Si tratta di un colloquio clinico- anamnestico individuale, durante il quale viene accolto quanto portato dalla persona in termini di pensieri, emozioni, preoccupazioni, comportamenti e storia di vita, raccogliendo tutte le informazioni utili per inquadrare al meglio la sua situazione. Al termine dell’incontro viene fornita una lettura (restituzione) della situazione e delle sue sfumature e proposto l’intervento più adeguato in base a quanto emerso e alle esigenze della persona.

PERCORSI PSICOLOGICI

Solitamente, i percorsi psicologici hanno una durata soggettiva che, con il mio approccio, può variare, mediamente, da alcuni mesi a circa due anni (a frequenza inizialmente settimanale e poi quindicinale o mensile). La durata dipende da una serie di fattori, tra cui i tempi interiori individuali, la reale motivazione al cambiamento, l’alleanza col terapeuta, gli eventi di vita, gli obiettivi concordati. Tuttavia, sommariamente, è possibile classificare i percorsi in base alla loro durata in percorsi a breve termine (che, solitamente, richiedono alcuni mesi) e quelli a medio- lungo termine (che possono variare da sei mesi a qualche anno).

Percorsi a breve termine

Psicodiagnosi

Si articola in alcuni incontri (mediamente, tre) finalizzati all’inquadramento diagnostico secondo gli attuali criteri del DSM-V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). La psicodiagnosi è qualcosa di puramente descrittivo, che permette di ‘dare un nome’alla costellazione di sintomi che sentiamo da tempo. Per la risoluzione della sintomatologia riportata occorre effettuare un ulteriore passo, rappresentato dal percorso psicologico. Tuttavia c’è da dire che in alcuni casi, il fatto stesso di poter dare un nome a ciò che sentiamo estraneo da noi e al tempo stesso disturbante (e quindi sapere, per esempio, se si tratta di un semplice sintomo o di un disturbo), insieme a una chiara spiegazione clinica, suscita già di per sé una sensazione di sollievo e accettazione: permette infatti di circoscrivere la probematica. Rientrano nell’intervento di Psicodiagnosi tutte quelle attività finalizzate all’individuazione di Disturbi specifici (es. Disturbo di Panico, Depressione, Disturbo bipolare, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Fobie, Disturbo Dissociativo dell’Identità, Disturbi di Personalità, Disturbi dell’Adattamento, ecc.), ma anche all’individuazione di disturbi strettamente collegati a una specifica area di vita . Ne è un esempio una situazione di stress lavorativo, dato che esistono sintomi specifici legati a questo tipo di situazione. Oppure, per fare un altro esempio, situazioni di violenza psicologica.

Sostegno psicologico (counselling) individuale. Si tratta di interventi brevi, a cadenza settimanale o quindicinale, volti perlopiù a fornire un supporto emotivo e psicologico per malesseri non eccessivamente intensi o invalidanti, ma pur sempre fonti di disagio. Counselling e supporto (o sostegno) psicologico sono sinonimi. In base alle ultime direttive e a recenti sentenze, l’unica figura professionale che può esercitare questo tipo di intervento è lo Psicologo (Per approfondimenti: www.psy.it/il-cnop-vede-riconosciuta-lunicita-della-professione-di-psicologo.html ; http://www.ordinepsicologilazio.it/wp-content/uploads/2015/11/sentenza-TAR-Lazio-CNOP-Assocounselling.pdf ; http://www.quotidianodiritto.ilsole24ore.com/art/civile/2015-11-18/il-counselor-non-fa-psicologo-184108.php?uuid=ACZlgtcB)

Training Autogeno e altre Tecniche di Rilassamento psico-fisico per frequenti di sintomi di stress

Si tratta di interventi della durata di 2 mesi e mezzo, con frequenza settimanale per i primi tre incontri e poi quindicinale. Lo scopo è quello di far apprendere alla persona una modalità di autorilassamento (da spendere poi per conto proprio quando l’individuo ne sente la necessità) che porta a quello stato di alterazione della coscienza che precede il sonno; in questo stadio l’autodistensione è massimizzata anche grazie al fatto che la persona è ancora cosciente e consapevole di ciò che sta provando con l’autodistensione. Questo intervento, diverso dalla Psicoterapia perché agisce più in superficie, è molto adatto in tutti quei casi in cui non si desidera effettuare un lavoro troppo introspettivo, ma si desidera dare sollievo a certi sintomi. E’ utile in caso di stress, ansia, depressione, infertilità, disturbi psicosomatici e somatopsichici, perché aiuta la distensione del complesso sistema mente-corpo.

Percorsi a medio-lungo termine

Psicoterapia individuale. Si tratta di interventi volti o alla risoluzione di disturbi clinici conclamati (es. ansia, depressione, disturbo di panico, disturbi dell’alimentazione come anoressia e bulimia, ecc.), oppure a un approfondimento su specifiche parti di noi che, per qualche motivo, sentiamo legate a un senso di insoddisfazione che pervade qualche ambito della propria vita (affettivo-relazionale, amicale o lavorativo). La frequenza degli incontri è inizialmente settimanale, che può diventare quindicinale quando la persona inizia a star meglio. E’ possibile, fin dall’inizio e in base a particolari esigenze del paziente, impostare una terapia a frequenza quindicinale. Laddove c’è una reale e forte motivazione, una frequenza di tipo quindicinale non inficia il risultato della terapia, ma i risultati tendono ad arrivare un po’ più avanti nel tempo. La durata varia in base all’obiettivo terapeutico, concordato con il/la paziente in prima seduta, e in base alla sua reale motivazione al cambiamento. La Psicoterapia consente di effettuare, oltre al sostegno psicologico, il trattamento (cura) di tutto ciò che riguarda sintomatologie conclamate perché permette di lavorare in profondità e di smussare gli angoli più spigolosi della propria struttura di personalità senza, ovviamente, stravolgerla, piuttosto permettendole di acquisire quella flessibilità necessaria a una migliore interazione con le persone che ci circondano.

Interventi per Disturbi Psicosomatici. Si tratta di una psicoterapia finalizzata alla graduale ricostruzione del senso e significato emotivo del sintomo fisico. Ad esempio, una rabbia disconosciuta o inespressa può trasformarsi, nel tempo, in sintomi riconducibili all’orticaria, o comunque può amplificarla. Il trattamento farmacologico prescritto dal medico, insieme a un lavoro psicologico di ricostruzione di ciò che il sintomo vuole esprimere emotivamente permette, a lungo termine, l’attenuarsi del sintomo stesso, poiché ciò che il sistema mente-corpo desiderava comunicare con quel sintomo ha trovato un’altra modalità di espressione: la persona lo ha, gradualmente, verbalizzato, diventandone così consapevole. Il sintomo ha, in qualche modo, perso la sua funzione e può quindi attenuarsi.

Percorsi psicologici di accompagnamento e sostegno in caso di malattie infauste, nell’individuo o nei familiari

Condizioni di disabilità o malattie a prognosi infausta possono dare origine a forti emozioni di rabbia, dolore, impotenza. Questo tipo di percorso vuole offrire uno spazio di supporto emotivo per accettare, senza però subire emotivamente la situazione e alleggeririsi delle tensioni quotidiane.

Conduzione di gruppi di sostegno psicologico su tematiche specifiche (a richiesta, min. 3 partecipanti, max 10)

Il gruppo rappresenta uno spazio protetto in cui ogni persona può esprimere ed elaborare emozioni, vissuti e pensieri non facilmente condivisibili e al tempo stesso trovare spunti e strategie utili per intervenire sul problema presentato. Il gruppo permette quindi di uscire dall’isolamento e di condividere storie e vissuti. Gli incontri hanno la durata di due ore, con frequenza da concordare. A richiesta, sono attivabili gruppi su tematiche specifiche (es. sostegno alla genitorialità, crisi di coppia, difficoltà affettive, difficoltà lavorative).

Coppie

Destinatari: Coppie.

Problematiche trattate: problemi comunicativi, difficoltà a ritrovare un progetto comune, litigiosità o senso di vuoto da parte di uno dei due membri. In generale, tutto ciò che crea malessere all’interno dell’ambito affettivo; questo può riguardare sia il desiderio di recuperare la relazione, sia le difficoltà legate al distacco.

CONSULENZE E CONSULTI

La consulenza rappresenta la fase iniziale dell’intervento. Ha come scopo quello di inquadrare la problematica relazionale presentata utilizzando una chiave di lettura diversa, nuova, che individua una ‘fotografia’ della dinamica relazionale che si è venuta a creare, individuando i possibili e realistici spazi di cambiamento.

Nel caso di coppie la fase di consulenza prevede 4 incontri. Un primo incontro volto a entrambi i membri della coppia, un secondo incontro individuale a uno dei due membri, un terzo incontro, sempre individuale, con l’altro membro e, infine, un ultimo incontro nuovamente di coppia, che rappresenta la restituzione clinica. Quest’ultima ha come scopo quello di delineare, dal punto di vista clinico, la dinamica di coppia che si è innescata e i fattori in essa implicati, al fine di riavviare nella coppia una comunicazione sana, in cui rabbia e dolore lasciano spazio alla riflessività, elementi alla base anche di un eventuale intervento successivo.

PERCORSI PSICOLOGICI

Psicoterapia di coppia. Si tratta di interventi solitamente a cadenza quindicinale, volti a favorire una buona comunicazione tra i partners, lavorando anche sulle emozioni di rabbia e dolore che spesso (non sempre, ma spesso) caratterizzano la loro comunicazione e, a lungo termine, l’identità della relazione stessa. Anche in questo caso il lavoro è profondo, ma, a differenza della psicoterapia individuale, non si lavora sulla struttura profonda della personalità di ciascuno, quanto sulla dinamica comunicativa e relazionale della coppia.

Bambini, Adolescenti e Genitori

Destinatari: Famiglie. Bambini, Adolescenti, Genitori, Coppie genitoriali biologiche, Coppie genitoriali adottive, Persone che hanno in affidamento un minore.

Problematiche trattate: problemi comportamentali in famiglia, a scuola o nello sport, criticità legate a emozioni inespresse o espresse in modo eccessivo, divergenze di opinione tra i genitori, ecc.

CONSULENZE E CONSULTI

La consulenza rappresenta la fase iniziale dell’intervento. Ha come scopo quello di inquadrare la problematica presentata utilizzando una chiave di lettura diversa, nuova, che individua il senso e il significato di comportamenti, pensieri, emozioni del proprio figlio, apparentemente incomprensibili o, alle volte, non accettabili. Si tratta di una ‘fotografia’ delle dinamiche psicologiche individuali e/o relazionali, alla quale può seguire o meno un percorso di intervento. Il numero di incontri varia a seconda del destinatario della consulenza:

Bambini: 3 incontri. Il primo si svolge con i genitori, ed è finalizzato all’acquisizione di tutte quelle informazioni utili alla ricostruzione della dinamica interiore del figlio/a. Il secondo si tiene con il figlio/a ed è caratterizzato dalla somministrazione di test sottoforma di gioco, in un ambiente accogliente, sereno e assolutamente non invasivo. Il terzo è un incontro di restituzione clinica rivolto solo ai genitori, durante il quale vado a delineare, sulla base degli elementi emersi negli incontri precedenti, la ‘fotografia’ del mondo interiore del minore e delle sue dinamiche interne, insieme ad una serie di suggerimenti pratici e comportamentali per innescare da subito un meccanismo di cambiamento. Al termine di questo incontro, in base alla significatività clinica di quanto emerso, posso proporre o meno un intervento che i genitori stessi decideranno di intraprendere o meno sulla base dei loro vissuti durante gli incontri di consulenza e restituzione. La scelta di articolare il percorso complessivo in queste fasi permette infatti, a me, di acquisire tutte le informazioni necessarie a un utile inquadramento del problema. Al tempo stesso, serve alla coppia genitoriale per conoscere il mio modo di lavorare e scegliere poi, consapevolmente, se intraprendere o meno un percorso più lungo.

nb. Nel caso in cui i genitori siano in disaccordo sull’effettuare una consulenza, così come nel caso in cui uno solo dei genitori senta la reale necessità di un consulto, è possibile avere uno spazio individuale da parte del genitore interessato a un parere professionale di natura psicologica.

Adolescenti: 3 incontri. Il primo si svolge con i genitori, ed è finalizzato all’acquisizione di tutte quelle informazioni utili alla ricostruzione della dinamica interiore del figlio/a. Il secondo con il figlio/a è caratterizzato da un colloquio e dalla eventuale somministrazione di test proiettivi, assolutamente non invasivi. Il terzo è un incontro di restituzione clinica che, a seconda di quanto raccolto nelle due sedute precedenti, viene rivolto al minore e ai genitori o solo a questi ultimi. Al termine di questo incontro, in base alla significatività clinica di quanto emerso, posso proporre o meno un intervento che l’adolescente e i genitori stessi decideranno di intraprendere sulla base delle loro valutazioni.

nb. Nel caso in cui i genitori siano in disaccordo sull’effettuare una consulenza, così come nel caso in cui uno solo dei genitori sente la reale necessità di un consulto, è possibile avere uno spazio individuale da parte del genitore interessato ad avere un parere professionale di natura psicologica.

Consulenza genitoriale: 1 incontro. Si tratta di un colloquio di un’ora rivolto a uno o a entrambi i genitori. Ha come scopo quello di fornire le prime informazioni rispetto alla problematica presentata e, laddove è possibile, alcuni suggerimenti pratici.

PERCORSI PSICOLOGICI

Solitamente, i percorsi psicologici hanno una durata soggettiva che, con il mio approccio, può variare, mediamente, da alcuni mesi a circa due anni (a frequenza inizialmente settimanale e poi quindicinale o mensile). La durata dipende da una serie di fattori, tra cui i tempi interiori individuali, la motivazione al cambiamento, l’alleanza col terapeuta, gli eventi di vita, gli obiettivi concordati. Tuttavia, sommariamente, è possibile classificare i percorsi in base alla loro durata in percorsi a breve termine (che, solitamente, richiedono alcuni mesi) e quelli a medio- lungo termine (che possono variare da sei mesi a qualche anno).

Percorsi a breve termine

Sostegno alla genitorialità. Si tratta di un intervento a breve termine che può essere rivolto sia al singolo genitore che alla coppia genitoriale. La finalità di un intervento di questo tipo è quella di sostenere i genitori nella messa in atto di comportamenti che possono aiutarli a recuperare il senso di autoefficacia nella relazione con i propri figli. A volte si tratta di piccoli accorgimenti che, tuttavia, aiutano a ristabilire la comunicazione con loro. Il sostegno alla genitorialità permette di avere uno spazio per soffermarsi su quanto accade nella quotidianità in modo tale da inserire piccoli e costruttivi cambiamenti. Questo tipo di intervento è molto utile anche in caso di affidamento o di adozione.

Sostegno psicologico (counselling) rivolto agli adolescenti. Si tratta di un intervento a breve termine finalizzato ad accompagnare l’adolescente in una fase percepita come delicata, che a volte può riguardare un ambito ristretto della sua vita (es. la scuola, i compagni, i rapporti affettivi, lo sport). Questo ‘accompagnamento’ ha come scopo quello di permettere all’adolescente di tirar fuori le risorse necessarie per fronteggiare la criticità emersa, in modo tale da acquisire una maggior fiducia in se stesso (o, eventualmente, ridimensionarla) e un senso reale di autoefficacia. Solitamente questo tipo di intervento è rivolto solo all’adolescente, fatta eccezione per gli incontri finali. Una volta terminato il percorso, viene concordato un ultimo incontro coi genitori per offrire uno spazio finale con possibilità di confronto e di ulteriori delucidazioni e indicazioni per il futuro.

Psicodiagnosi. Il mio ambito di intervento rispetto alla psicodiagnosi riguarda i disturbi che interessano la sfera emotiva del bambino. Per la parte cognitiva collaboro con altre figure professionali, tra cui una neuropsicologa. La psicodiagnosi si articola in alcuni incontri finalizzati all’inquadramento diagnostico secondo gli attuali criteri del DSM-V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). La psicodiagnosi è qualcosa di puramente descrittivo, che permette di dare un nome alla costellazione di sintomi che i genitori o gli insegnanti notano da tempo. Per la risoluzione della sintomatologia riportata occorre effettuare un ulteriore passo, rappresentato dal percorso psicologico che solitamente coinvolge sia il/la figlio/a che i genitori. Tuttavia c’è da dire che in alcuni casi, il fatto stesso di poter dare un nome a ciò che sentiamo estraneo da noi e al tempo stesso disturbante (e quindi sapere, per esempio, se si tratta di un semplice sintomo o di un disturbo), insieme a una chiara spiegazione clinica, suscita già di per sé una sensazione di sollievo e accettazione: la famiglia si sente capita e può circoscrivere l’eventuale problematica. Rientrano nell’intervento di Psicodiagnosi tutte quelle attività finalizzate all’individuazione di Disturbi specifici (es. Disturbi dirompenti, del controllo degli impulsi e della condotta; Disturbi di Sviluppo), ma anche all’individuazione di disturbi emotivi strettamente collegati a una specifica area di vita; ne sono un esempio le situazioni di Bullismo.

Training Autogeno e altre Tecniche di Rilassamento psico-fisico per frequenti di sintomi di stress nell’adolescente

Si tratta di interventi della durata di circa 2 mesi e mezzo, con frequenza settimanale per i primi tre incontri e poi quindicinale. Lo scopo è quello di far apprendere alla persona una modalità di autorilassamento (da spendere poi per conto proprio quando l’individuo ne sente la necessità) che porta a quello stato di alterazione della coscienza che precede il sonno; in questo stadio l’autodistensione è massimizzata anche grazie al fatto che la persona è ancora cosciente e consapevole di ciò che sta provando con l’autodistensione. Questo intervento, diverso dalla Psicoterapia perché agisce più in superficie, è molto adatto in tutti quei casi in cui non si desidera effettuare un lavoro troppo introspettivo. E’ utile in caso di stress, ansia, depressione, infertilità, disturbi psicosomatici e somatopsichici, perché aiuta la distensione del complesso sistema mente- corpo.

Percorsi a medio-lungo termine

Psicoterapia con minori (bambini, adolescenti) e familiare. Lo scopo è quello di modificare, gradualmente, quelle dinamiche relazionali che contribuiscono al mantenimento di sintomi o disagi da parte del figlio/a). A seconda della valutazione clinica sui fattori implicati nell’eziogenesi del disagio, la terapia potrà essere diretta o indiretta. Nel primo caso (terapia diretta) il lavoro terapeutico viene effettuato in seduta direttamente con il minore. Nel secondo caso (terapia indiretta) viene invece realizzata prevalentemente con sedute rivolte ai genitori o all’intero nucleo familiare.

Trattamento Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)

Attualmente la normativa prevede che la diagnosi di DSA possa essere effettuata solo dall’ASL o da Enti Accreditati dalla Regione Toscana. L’intervento di trattamento, invece, può essere condotto privatamente e si articola su più fronti. Se da un lato, infatti, si tratta di supportare il minore con DSA all’utilizzo di opportuni strumenti compensativi e dispensativi, dall’altro l’intervento interessa l’attività di coordinamento di tutti gli attori coinvolti (famiglia, scuola, minore), al fine di promuovere l’attivazione delle risorse e degli strumenti utili al trattamento (es. opportune mappe concettuali, utilizzo della calcolatrice, utilizzo del registratore in classe, ecc.).

Interventi psicologici rivolti a scuole, terzo settore, aziende private

Destinatari: Scuole, Associazioni, Cooperative Sociali, Aziende Pubbliche, Aziende Private, Terzo Settore

Interventi: Da anni effettuo inoltre altri tipi di intervento psicologico professionale, negli ambiti della Psicologia del Lavoro, della Psicologia Sociale, della Psicologia della Salute e della Ricerca. Di seguito sono riportati i servizi specifici.

• Corsi di Formazione

Si tratta di approfondimenti circa tematiche riguardanti la Psicologia, realizzabili su richiesta, in modo tale da ottenere un progetto e un preventivo. Alcune esperienze nelle sezioni “Chi Sono – L’esperienza professionale” e “Progetti, Seminari e Docenze”.

• Supervisione del gruppo di lavoro

Si tratta di un particolare tipo di gruppo di sostegno. La supervisione è un intervento finalizzato alla promozione del benessere dei partecipanti (operatori sociali, dipendenti di un’azienda, colleghi), attraverso la messa a fuoco e successiva rielaborazione di situazioni lavorative frustranti o che suscitano perplessità interiori. La supervisione è un momento di riflessione sulle sfumature, promuovendo una metariflessione sulle emozioni e i vissuti legati al lavoro e, soprattutto, sulla qualità dei rapporti che si costruiscono sul posto di lavoro. Alla base di questo tipo di intervento c’è la nozione, ormai ampiamente provata, secondo la quale un buon clima organizzativo favorisce non solo la soddisfazione lavorativa e il sostegno, ma anche la produttività stessa.

• Rilevazione e bonifica dello Stress lavoro-correlato (D.L. 81/08 e s.m.) e della Soddisfazione lavorativa

Il controllo dei rischi professionali, che si articola in un insieme coordinato di attività di valutazione, sorveglianza, formazione e verifica, deve comprendere, secondo la modifica dell’art. 4 comma 1 del D.lgs. 626/94, introdotta in seguito al pronunciamento della Corte di Giustizia Europea, anche l’analisi dei rischi psicosociali di stress da lavoro. Essi mostrano di fatto significative associazioni, sia con il fenomeno infortunistico, che con diverse patologie correlate al lavoro, di natura organica o psichica. La valutazione dei rischi è quindi uno strumento finalizzato alla programmazione delle misure di protezione e prevenzione e alla più generale organizzazione della prevenzione aziendale volta a salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori. In particolare, è il D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., a sancire l’obbligo della valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo 28. La valutazione riguarda la scelta delle attrezzature, la sistemazione dei luoghi di lavoro e, più in generale, tutti i rischi ivi compresi quelli collegati allo stress lavoro-correlato. Come asserito dai principali modelli sullo stress occupazionale (es. il Person-Enviroment Fit Model di French, Rogers e Cobb e il modello Demand-Control di Karasek), la situazione lavorativa ottimale (dove per ottimale si intende quella con la massima resa intemrini di produttività nel breve e lungo temrine) è quella in cui le richieste dell’ambiente di lavoro siano stimolanti ma nel rispetto delle reali potenzialità dei lavoratori. L’obiettivo di questo tipo di intervento è l’adempimento degli obblighi di legge per le realtà che superano i 10 dipendenti e consiste nell’individuare il livello di rischio di stress lavoro- correlato nel gruppo di lavoro (i dati sono infatti analizzati in forma aggregata), nonché di rilevare (ed eliminare gradualmente in caso di bonifica) le possibili cause di tale rischio e le conseguenze sulla salute della squadra.

• Progettazione e Monitoraggio di interventi sul benessere dell’utenza singola e di gruppo

Si tratta di incarichi di consulenza relativi a interventi su utenze solitamente delicate, in cui c’è necessità di un parere e di un consulto psicologico, ad esempio rispetto a scelte da compiere (es. durante gli anni della scuola, è opportuno cambiare l’operatore scolastico che assiste un alunno disabile? E, in caso affermativo, quando è più opportuno farlo? I fattori in gioco sono molti e un parere psicologico può essere utile per effettuare la scelta migliore nella specifica situazione).

• Ricerca e Ricerca applicata

La Psicologia si avvale di numerosi test che permettono di misurare il livello di sintomatologia clinica (es. Ansia di Stato, Ansia di Tratto, Depressione, ecc.), costrutti nati nell’ambito della Psicosomatica (es. Alessitimia) e molto altro ancora. Grazie all’esperienza pluriennale in ambito di ricerca, è possibile commissionare ricerche per valutare (di seguito sono riportati alcuni esempi):

• aspetti psicologici di interesse (es. livelli di ansia di stato e di tratto, di depressione, tendenza alla somatizzazione, stile di attaccamento, coping, locus of control, percezione di malattia, stato di salute fisica e mentale, percezione soggettiva della fatica, qualità del sonno, percezione del dolore, ecc.);

• monitorare l’andamento di alcune caratteristiche psicologiche legate a un lavoro specifico (es. il senso di autoefficacia a seguito di un progetto volto a un’utenza specifica);

• validare ipotesi nate dalla pura osservazione clinica (es. correlazione tra variabili);

• rilevare i livelli di soddisfazione e di gradimento rispetto a un certo intervento con l’ausilio di specifici questionari di valutazione;

• altro in base a specifiche esigenze.